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São Paulo, 18 Dezembro 2018 - 21:33 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 00:33
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A ROMA, L’ARTE DEI TIEPOLO E “I COLORI DEL DISEGNO”
 
 
 
 
 Fino al 18 gennaio 2015, i Musei Capitolini presentano, per la prima volta, gli esiti della grafica veneziana del Settecento ai suoi livelli più alti

Sulla grande scena della civiltà figurativa del Settecento, la personalità di Giambattista Tiepolo (1696-1770), con le sue molteplici aperture europee, grandeggia prepotente e carismatica come pochissime altre. E l`impressionante quantità e varietà di disegni di Tiepolo si staglia come il più grande monumento della grafica settecentesca.

La sua straordinaria visione pittorica trova il naturale momento fondante nel disegno, l’aspetto che lo vide esprimersi come geniale e fecondissimo artefice. Il carattere progettuale della pratica del disegno, ma anche le sue valenze di studio, di analisi compositiva o di documentazione, gli consentirono di organizzare e dirigere la diversificata attività della sua singolare bottega familiare. Tiepolo guidò a diverse finalità anche l’attività grafica dei figli Giandomenico e Lorenzo, in quello che fu l’ultimo grande esempio di una secolare tradizione veneziana di atelier d’arte.

“Tiepolo - I colori del disegno”, la mostra inaugurata ai Musei Capitolini lo scorso 3 ottobre, vuole quindi essere un omaggio alla natura multiforme del disegno dei Tiepolo presentando, per la prima volta in maniera organica a Roma, gli esiti della grafica veneziana del Settecento ai suoi livelli più alti, ed entrando nelle dinamiche inventive e produttive di così grandi modelli figurativi, grazie a un’analisi del loro strumento operativo, il disegno appunto. Nello stesso tempo l`esposizione riunisce una scelta di opere provenienti da raccolte italiane rimaste poco conosciute al grande pubblico, con fogli sinora raramente - se non mai - esposti.

Le quattro sezioni della mostra riuniscono disegni e una scelta di acqueforti secondo nuclei tematici salienti, declinandole al contempo secondo la gamma delle loro modalità tecniche: dal progetto ai “pensieri”, dai “ricordi” ai “divertimenti” e alle repliche sempre originali di Giandomenico e Lorenzo, come esercizio emulativo dell’opera paterna. Ad essi si aggiunge una calibrata selezione di dipinti, con il compito di introdurre e in qualche modo rappresentare gli esiti pittorici di ciascuna tipologia grafica.

Le opere, oltre 90 disegni dal prevalente carattere di “fogli d’album” data la loro tipica natura “di lavoro”, provengono in larga misura dal ricco fondo Sartorio dei Musei Civici di Trieste, cui si affiancano disegni dalle raccolte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia e altri, assai meno noti per non essere stati esposti nell’ultimo mezzo secolo, dalle collezioni riunite nel secondo Ottocento a Firenze dagli studiosi Herbert Percy Horne, Frederick Stibbert e Stefano Bardini, ora conservate negli omonimi musei fiorentini. Un`ulteriore selezione arriva ancora dai fogli ben noti del Museo di Bassano del Grappa, e da un`importantissima raccolta di fogli veneziani del Settecento riunita all`inizio del secolo scorso dal pittore di origine goriziana Italico Brass, oggi in parte dispersa.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 18 gennaio 2015.
Per maggiori informazioni: www.museicapitolini.org .

 

Fonte:
(ItalPlanet News)