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São Paulo, 10 Dezembro 2018 - 11:19 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 10 Dicembre 2018 - 14:19
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COMITES, SOTTOSEGRETARIO GIRO: GIUSTO RINVIO ELEZIONI, NO A NUOVE LISTE
 
 
 
 

Nel mondo politico e associativo che ruota intorno agli italiani all’estero continua il dibattito sui Comites. E’ stato giusto rinviarne le elezioni, quando ormai mancavano pochissimi giorni al voto di dicembre? E’ stata giusta una decisione presa a partita già iniziata? E ancora: con questi “tempi supplementari”, sarà possibile presentare nuove liste? 

ItaliaChiamaItalia ha raggiunto telefonicamente il sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, Mario Giro, per rivolgergli questi ed altri interrogativi.

“Ho ricevuto solo commenti positivi sulla decisione del governo di rinviare le elezioni dei Comites, innanzitutto dal Cgie e da quasi tutti i Comites”, ci tiene a precisare Giro prima di ogni altra cosa. “Sono pochissimi quelli che si lamentano. Come governo abbiamo voluto fare le elezioni, perché se non avessimo messo in campo subito il meccanismo non le avremmo mai fatte. Una volta ricevuto il dato relativo alle iscrizioni al registro elettorale da parte degli italiani nel mondo – e l’ultimo dato parla di un 3,3%, 111mila iscritti nel mondo - si è stimato, su richiesta dei parlamentari eletti all’estero, che fosse saggio rinviare le elezioni per consentire maggiore possibilità di partecipazione. Non mi aspetto grandi aumenti, ma c’era una richiesta in questo senso, che il Cgie e quasi tutti i Comites appoggiano, e dunque andiamo ai tempi supplementari; tre mesi in più non sono un dramma, si darà tempo ai connazionali di iscriversi e avremo dei Comites più rappresentativi”.

Chiediamo a Giro come mai non sia stata valutata fin dall’inizio l’ipotesi di elezioni in primavera, proprio nell`ottica di concedere tempo per le iscrizioni. Il sottosegretario risponde: “Bisognava vedere i numeri, sono i numeri quelli che contano. Non possiamo ragionare sul ‘si sapeva’, dobbiamo vedere i numeri”.

Sarà possibile presentare nuove liste, al di là di quelle che sono state presentate e che sono salve? “Non si riaprirà tutta l’indizione. Per quanto riguarda la presentazione delle liste tutte le leggi danno il limite di un mese. Laddove non ce ne fossero, valuteremo, anche dal punto di vista giuridico”.

Dunque, in quelle città dove già sono state presentate una o più liste, non ci sono tempi supplementari per presentarne di nuove. Per il voto dell’aprile 2015 correranno le liste presentate finora. Altro discorso, ha spiegato lo stesso sottosegretario, riguarda la circoscrizioni in cui non è stata presentata nemmeno una lista: in quei casi, appunto, “valuteremo”.

Non si era parlato di voto elettronico per il rinnovo dei Comites? “Il voto elettronico – spiega Giro aItaliachiamaitalia.it - era stato previsto nel 2012, ma poi i parlamentari eletti all’estero ci hanno chiesto di cambiarlo. Ora la macchina elettorale è lanciata, l’unica cosa che cambia è la data del voto per dare più tempo ai connazionali di iscriversi. Anche se l’ultima volta, nel 2004, ha votato un 7, un 8% degli aventi diritto, non è che…”. 

Per Giro comunque quello dei Comites è anche “un test per l’inversione dell’opzione”, anche guardando in futuro al voto all’estero per le Politiche. “Per le Politiche l’orientamento è quello di creare, appunto, la lista elettorale, cioè far dichiarare alle persone la loro intenzione di partecipare al voto. Ed effettivamente, viste tutte le critiche che ci sono state in passato, anche alle ultime elezioni politiche, rispetto a brogli e schede che andavano in tutte le direzioni, mi sembra che sia saggio utilizzare l’inversione dell’opzione, per dire che si vuole votare, piuttosto che inviare cinque milioni di schede elettorali in giro per il mondo e poi non si sa alla fine chi ci mette le mani sopra… Su questo faccio riferimento alle critiche di cui avete parlato anche voi all’epoca: quello è un sistema, come minimo, molto confuso”.

“Naturalmente ci rendiamo conto – e anche per questo diamo più tempo, affinchè il test vada bene – che quando un italiano deve chiedere di votare, è un cambiamento di sistema, di mentalità, e si capisce che possa creare difficoltà”. Ma il voto elettronico è stato accantonato come idea? “Sì, accantonato perché costa troppo. Per ragioni di spending review. Troppa spesa”.

Domandiamo a Giro una sua opinione su questi Comites che sembrano avere perso la propria funzione, persino il proprio appeal, nei confronti delle comunità italiane nel mondo: “Capisco la domanda. Dico questo: noi abbiamo bisogno di un sistema di rappresentanza all’estero. Questo è sicuro. Quale sia il migliore, è difficile da stabilire adesso. Bisognerà ragionarci. Alcuni dicevano ‘bisognava riformare i Comites prima di fare nuove elezioni’: questo non lo condivido. Perché è più giusto avere dei nuovi Comites insieme ai quali ragionare sull’argomento”.

Quali sono le ragioni, secondo il sottosegretario, di un numero così esiguo di iscritti? “Forse anche perché in qualche modo ci si è dimenticato che esistono i Comites. Dopo dieci anni che non si eleggono è chiaro che succede anche questo. La cosa assurda è che nei casi dei nuovi Comites, nati in quelle circoscrizioni dove è stata superata la barra dei 3mila residenti, i tassi di iscrizione al voto superano il 15%. E poi per una disaffezione alla politica in generale, tanto più nel caso dei Comites. C’è questo aspetto culturale. E magari anche perché il sistema è complicato e i Comites dovranno riflettere sul loro operato, ma questo poi lo faremo insieme a loro. Non potevamo giudicare i Comites avendo rimandato per dieci anni le elezioni”.

Se i numeri, ad aprile, non cambieranno, forse ci sarà bisogno di una ulteriore riflessione sui Comites? “Sì, forse ci sarà bisogno di trovare un altro sistema. Ma questo non era un motivo per rimandare ulteriormente le elezioni. A un certo punto va fatta chiarezza. Come dice lei, forse arriverà il momento di un cambiamento. Ma aspettiamo: solo i numeri parlano. Aspettiamo i numeri”.

Sottosegretario, sa che c’è già un Comites che ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro questo rinvio delle elezioni? Pare che altri seguiranno… “Non commento. Deciderà la  giustizia amministrativa. Ma non abbiamo nessun timore su questo aspetto”.

A chi parla di pasticcio all’italiana, con riferimento a queste elezioni Comites, lei cosa risponde? “Non c’è nessun pasticcio, si aiutano gli elettori e si cerca di favorire sempre chi ha diritto al voto”.

Fonte:
Italia chiama Italia