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São Paulo, 19 Dezembro 2018 - 05:53 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 08:53
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DOPO 70 ANNI IL BRASILE INDENNIZZA I “SOLDATI DEL CAUCCIÙ”
 
 
 
 

San Paolo - Vennero chiamati “soldados da borracha”, i soldati del caucciù, perché il loro compito era quello di rifornire di materia prima l’industria bellica degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale, in base agli accordi firmati a Washington nel 1942 dal presidente brasiliano Getulio Vargas.

Partirono verso l’Amazzonia in oltre 55 mila dalle regioni del nord-est, le più povere del Brasile, con la falsa promessa di benefici economici e dell’assegnazione di terreni. Alla fine della guerra, oltre 30 mila erano morti nella foresta pluviale: sterminati da febbre gialla, malaria, epatite e dagli attacchi di serpenti, coccodrilli e giaguari.

Erano stati reclutati con lo status di `eroi di guerra´ ma vennero costretti a lavorare in condizioni quasi di schiavitù, abbandonati al proprio destino e mai più trasferiti nelle zone di provenienza. A quasi 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il governo brasiliano ha deciso finalmente di riaprire una pagina dimenticata della storia e di versare un indennizzo ai sopravvissuti, quasi 5 mila, e agli eredi degli scomparsi.

Oltre ai soldi, sarà restituito loro anche l’onore: sono stati infatti equiparati ai loro compatrioti che andarono a combattere sui fronti europei. Ogni soldato o discendente (in totale circa 12 mila persone) riceverà 25 mila reais, poco più di 8 mila euro, entro la fine dell’anno. Per un costo complessivo per la previdenza sociale di circa 100 milioni di euro.

La mobilitazione cominciò nel 1942 e durò fino al 1945. Gli Stati Uniti avevano bisogno del caucciù brasiliano non potendo più contare su quello estratto nel sud-est asiatico, controllato dai giapponesi. Gli accordi di Washington prevedevano l’installazione di una base militare Usa in Brasile e la fornitura di alluminio, caffè ma soprattutto caucciù, indispensabile per la costruzione di aerei e mezzi militari.

Il governo brasiliano creò il Servico especial de mobilizacao de trabalhados para a Amazonia (Semta), che si occupò capillarmente dell’organizzazione e della propaganda. Era cominciata la campagna «Mais borracha para a vitoria!» (Più caucciù per la vittoria), alimentata dagli infuocati discorsi patriottici del presidente Vargas, alleato di Washington nella lotta contro il comunismo.

L’Amazzonia apparve così agli occhi di migliaia di persone alle prese con fame e carestia una sorta di terra promessa. Di fatto fu invece un reclutamento di manodopera a bassissimo costo. I reclutati furono trasferiti in treno o per mare, sfidando gli U-Boot nazisti, fino ai centri di raccolta di Manaus e Belem, dove ricevevano un paio di pantaloni da lavoro azzurri, una camicia bianca, un cappello di paglia, un paio di sandali, un piatto, un cucchiaio, un’amaca e dieci sigari.

La paga era di mezzo dollaro al giorno fino all’imbarco per Boca do Acre, dove i proprietari delle piantagioni venivano a scegliere i lavoratori migliori, proprio come accadeva con gli schiavi. Con una decisione attesa da molto tempo, la presidente Dilma Rousseff ha finalmente deciso di onorare i “soldados da borracha”, “eroi” di una guerra dimenticata per 70 anni.

 

Fonte:
Il Secolo XIX