Home Quem somos Legislação Estatuto Mensagem do Presidente Contato

São Paulo, 18 Dezembro 2018 - 21:33 PATRONATO ENAS BRASIL    Roma, 19 Dicembre 2018 - 00:33
Aposentadoria/Pensioni
- INPS
- INSS
- Acordo Internacional
Cidadania Italiana
- Orientação
- Traduções
- Trentini/Sammarinesi
Destaques
Notícias
Links Úteis
Informações
- Brasil
- Itália
QUARTO ANNO CONSECUTIVO IN ROSSO PER L’INPS. IL MACIGNO DI PENSIONI PUBBLICHE E GESTIONI SPECIALI
 
 
 
 

Mentre il Governo Renzi cerca una soluzione per rimborsare (almeno in parte) i pensionati che hanno visto gli assegni colpiti dalla de-indicizzazione all`inflazione voluta dal Governo Monti, l`Inps, la grande fabbrica delle pensioni, si avvia a chiudere un altro anno, il quarto consecutivo, in perdita. Pochi giorni fa infatti il Civ (l`organo di vigilanza dell`istituto) ha approvato la prima nota di variazione al preventivo di quest`anno. Numeri in miglioramento, rispetto al preventivo originario, ma sempre con il segno meno davanti alle cifre.

Perdita di oltre 5 miliardi
La gestione economica dovrebbe chiudere con una perdita di 5,65 miliardi (dai 6,8 miliardi stimati in passato) e la gestione finanziaria con un passivo di oltre 2 miliardi. Sarà il quarto anno di rosso per i conti dell`Inps che dal 2012, anno dell`incorporazione dell`Inpdap, ha cumulato passivi nell`ordine dei 30 miliardi. Buona parte delle perdite arrivano dalla disastrate gestione dei dipendenti pubblici (l`ex Inpdap) strutturalmente in deficit da anni. E anche per il 2015 la gestione dei dipendenti pubblici segnerà un disavanzo di quasi 5,5 miliardi. Ma mentre per i dipendenti dello Stato si è provveduto al ripiano dei disavanzi accumulati, la Cassa dei dipendenti degli enti locali, Cpdel, (Regioni, Province, Comuni) continua a rappresentare una zavorra per i conti. Il buco sarà di 6,8 miliardi con un patrimonio netto negativo che arriverà alla cifra record di 48 miliardi. Un bubbone creato, come scrive il Civ dell`Inps “dall`effetto congiunto del blocco del turn over e dalle pensioni di anzianità concesse in passato con requisiti molto bassi”.
Il disavanzo strutturale della gestione dei dipendenti degli enti locali è messo in luce anche dalla Ragioneria generale dello Stato che evidenzia come nel 2013 a fronte di quasi 20 miliardi di spesa pensionistica, i contributi e i trasferimenti si siano fermati a poco più di 13 miliardi. Lo squilibrio si è andata via via aggravando ma viene la lontano, e data da almeno un decennio.

Le pensioni publiche costano 65 miliardi
E il peso relativo di tutte le pensioni degli ex dipendenti pubblici è rilevante. Costano 65 miliardi l`anno, circa un quarto dell`intera spesa previdenziale italiana, ma i pensionati sono solo 2,8 milioni sui 20 milioni di prestazioni erogate.
Del resto pesa il fatto che il valore medio degli assegni sia assai più elevato (ben oltre il 50%) del corrispettivo erogato ai dipendenti del settore privato.
Pensioni più generose e spesso di anzianità quindi con contribuzioni più basse.
Ma non è solo il settore pubblico a gravare con squilibri strutturali sui conti dell`Inps.

 

Fonte:
Il Sole 24 Ore